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domenica 5 settembre 2010

Perchè in vacanza ci si rilassa?

Riflessione post vacanza

Eccomi tornata dopo una settimana trascorsa in quel di Orosei con la mia famiglia.
Quest'anno le ferie non erano in programma (per via del trasloco che ha prosciugato le nostre finanze) ma, visto che l'alloggio è stato barattato con alcune riparazioni sartoriali, non ci siamo fatti sfuggire l'occasione.

Abbiamo passato una settimana lontani da casa e dalla routine di tutti i giorni, come si suol dire "per staccare".
Eppure, mentre lavavo il bucato A MANO, riflettevo su una cosa, che tutto sommato in vacanza si fanno le stesse cose che si fanno a casa, con la differenza che in vacanza si fanno più rilassatamente.
Perchè??
Perchè in vacanza tutto diventa facoltativo.
In vacanza nulla è obbligatorio, o meglio, ciò che è obbligatorio lo si fa come se fosse facoltativo.
Nella casa in cui siamo stati c'era la lavatrice, ma ho preferito lavare le poche cose a mano, perchè lo trovavo rilassante (questo è impensabile a casa).
Tutto ciò che facevamo lo facevamo con calma, senza ansia.
A casa il letto lo si deve rifare appena ci si alza, in vacanza non si pensa nemmeno a rifarlo.
E allora ho ragionato e mi son detta, ma se in vacanza prendiamo tutto con più calma, perchè non possiamo farlo anche durante il resto dell'anno?
Ovviamente durante l'anno abbiamo altri impegni e molte altre cose da fare. Dobbiamo rispettare orari e scadenze, ma son certa che molte cose si potrebbero fare molto più tranquillamente e senza farci prendere dall'ansia.
E come diceva quella canzone di qualche anno fa "tutto dipende da che punto guardi il mondo"
Guardare la vita come fossi costantemente in vacanza ci aiuterebbe a fare tutto con più calma.

venerdì 27 agosto 2010

Metodo ecoshifting anti formiche

Ho vissuto 12 anni in un appartamento in provincia di Torino e non ho mai avuto problemi di mosche, zanzare o formiche, forse lo smog è un ottimo insetticida :-S
Arrivati nella nuova casetta in Sardegna, ecco che ci hanno dato il benvenuto tutte le deliziose creature citate poc'anzi.

Le Formiche son state le prime, mostrandosi attive, felici e in fila indiana nel top della cucina.

Ho subito contattato gli amici di vivere bene con poco (la pagina di face book), chiedendo se potevano consigliarmi un insetticida ecoshifting.
Una lista di ottimi suggerimenti si è srotolata sotto al mio post:
fondi di caffè, sale, borotalco, biokill, c'è stato pure chi mi ha consigliato la meditazione trascendentale...che non ho ben capito se dovevo farla fare alle formiche o farla io per rilassarmi e non perdere la pazienza alla vista dei simpatici animaletti.

Gli amici di fb son stati tutti molto gentili e il più ecologici possibili, ma l'idea di spargere polveri (anche se innocue) sul top della cucina, non mi ispirava, preferivo ordinate formichine ai fondi di caffè sparpagliati sui mobili e il biokill, per quanto sia inerte sull'uomo, è sempre meglio non maneggiarlo in posti che verranno a contatto col cibo.

Il tempo passava e io avevo sempre la compagnia delle formiche, fino ad un certo punto, quando improvvisamente son sparite....mi ero quasi convinta che la mia "involontaria meditazione trascendentale" avesse funzionato, il mio amore per queste bestioline (il fatto di non averle fatte fuori) le aveva fatte allontanare.
Tutto questo lo pensavo finchè un giorno Roberta Castiglione (si, proprio lei, quella delle scarpine di sveva) mi ha riportato con i piedi per terra postando un link che mi ha fatto capire cos'era realmente accaduto alle formiche.

Il link in questione era sulle "formiche argentine", la recensione di un libro che parla di formiche e che metaforicamente spiega i vari modi di affrontare un problema non quantificabile, non tangibile.
Roberta ha un animo troppo buono e ha commentato il link dicendo che lei non riuscirebbe mai ad ammazzare le formiche.
Io ho risposto dicendo che le formiche, al contrario di altri insettacci, non mi fanno schifo, mi danno solo noia mentre pascolano sul top della cucina.

Da piccola (ma ancora adesso) amavo osservarle mentre raccoglievano con dovizia piccoli pezzetti di pane che spargevo nelle vicinanze del formicaio, son davvero insetti interessanti...e se non fosse che si intrufolano ovunque, le lascerei volentieri soggiornare in cucina.

E mentre chiacchieravo di formiche con Roberta, ecco che mi torna alla mente una cosa alla quale fino ad allora non avevo dato peso.
Dopo una veloce associazione di pensieri ho scoperto un vero metodo ecoshifting per eliminare le formiche.

I miei pensieri son stati:
Vivo in questa casa da ciraca 4 mesi.
4 mesi di convivenza con le formichine.
4 mesi meno due settimane, nelle quali le formiche non si son fatte vedere, per poi tornare attive come prima.
Per coincidenza, o forse no, in quelle due settimane avevo un amico sotto al lavello della cucina, simpaticamente chiamato Jek.
Un piccolo geco che aveva trovato confortevole girare tra spugnette e detersivi, ma che probabilmente si sentiva troppo osservato da me che ogni tanto andavo a sbirciarlo.
Dopo circa due settimane Jek ha deciso di cercare un albergo più riservato.

Ma guarda te, il geco ci ha tenuto compagnia un paio di settimane poi è sparito e son tornate le formiche...
Ma vuoi vedere che il geco si mangiava le formiche ed è per quello che non se ne vedevano più in giro?

Ecco, se voglio eliminare le formiche, credo proprio che dovrò procurarmi un altro geco :-)

mercoledì 11 agosto 2010

Contest culinario su Casa Organizzata


Non avevo ancora mai pubblicato un "blog candy" su questo blog, anche perchè non ne avevo ancora trovato uno a tema finchè non sono incappata nel contest proposto da Alessia nel suo blog "Casa Organizzata" Il contest si intitola "Semplicità volontaria", il titolo è preso in prestito proprio dal significato del Downshifting (ecco perchè ho pensato che su questo blog non poteva che essere appropriato un concorso del genere!!)
Consiste nel proporre una ricetta facile e veloce, quelle che ogni tanto facciamo per coccolarci "con poco"
Io ne ho una in mente, una ricettina golosissima che faccio soprattutto in inverno e non perchè sia una ricetta invernate, ma perchè d'inverno son sempre di corsa, tra bimbi che vanno a scuola e le giornate che finiscono così in fretta, ho sempre poco tempo per stare dietro ai fornelli.
Quindi, se riesco, io parteciperò con "involtini croccanti di scamorza affumicata"


Ho tempo sino al 31 agosto per proporre la mia ricettina ad Alessia che come premio creerà un pdf scaricabile con tutte le ricette proposte per il contest.
Questo premio è davvero ricco, Alessia dedicherà del tempo prezioso per creare un pdf e vedendo come lavora, son certa che farà un capolavoro di pdf.


E voi, avete una ricettina da proporre ad Alessia?

Un grazie a chi passa e lascia un segno...involontariamente

Forse non tutti sanno che nel fondo del blog c'è l'opzione "Riferimenti".
E' la lista di prole digitate e dei link con cui gli utenti arrivano in questo blog.
Io leggo sempre con interesse i riferimenti, delle volte mi strappano un sorriso, come quando ho letto che qualcuno è arrivato al blog digitando "come vivere senza lavarsi", altre volte mi fanno riflettere su un nuovo post da scrivere come quando ho letto "dei buoni consigli per fare il bucato", e mi fa piacere quando posto un link su face book è da quel link vedo arrivare un sacco di visite.
E' bellissimo anche sapere che in altri blog parlano del mio, lo citano e lo linkano e da li arrivano altri visitatori.
E quando guardo i contatori nei post e vedo che questi son stati condivisi su face book tantissime volte, non mi può fare che tanto piacere.
E' una gioia anche vedere la lista dei lettori fissi aumentare!!
E' bello sapere che questo blog interessa, che ciò che scrivo (grazie anche all'aiuto dei suggerimenti degli amici di face book a cui spesso mi appello) è utile a qualcuno.
Non tutti hanno il tempo o la pazienza di commentare l'articolo anche se lo hanno trovato interessante, ma grazie a questi strumenti riesco a carpire il vostro gradimento.
Quindi Grazie, a tutti voi che passate ed involontariamente lasciate il vostro apprezzamento.
E ovviamente un enorme GRAZIE a chi passa e lascia un commento!!!

mercoledì 7 luglio 2010

Dieci buoni motivi per NON stirare

E' circa tre anni che non stiro più, la mia vita non pare essere peggiorata e non mi sembra di aver avuto tragiche ripercussioni dopo aver preso questa decisione ergo, si può far a meno di stirare.
E' per questo che ho iniziato una mia personale battaglia anti-stiro, ogni volta che sento qualcuno che si accinge a stirare, cerco di dissuaderlo dal farlo.
Vorrei far sapere a tutti che stirare non è indispensabile e che si vive bene anche senza il ferro da stiro.
Ho dunque elenmcato per voi dieci buoni motivi per non stirare!


1° E' noioso
A parte alcuni individui che trovano "rilassante" stirare, per la maggior parte degli esseri umani, stirare non è un'attività piacevole. Dunque, perchè farlo??


2°Porta via tempo utile
In due ore si possono fare tante cose per se e per la famiglia invece che impiegarle stirando.
se volte far del bene ai vostri bambini, portateli due ore al parco, saranno più felici che avere i vestiti stirati (oltretutto a loro poco importa avere i vestiti stirati), se volete impegnare due ore, preparare un dolce per la famiglia, è molto più gratificante e soddisfacente che stirare, se volete rilassarvi veramente, leggete un libro, uscite con un amica, dedicatevi ad un hobby nello stesso tempo che avreste dedicato allo stiro.



3° Nuoce alla salute
Mettiamo per assurdo che stirare sia divertente, non possiamo invece negare che dopo un ora o due di stiro la schiena, le spalle e il braccio siano tremendamente indolenziti. per non parlare del morale, non sarà più sollevato di quanto lo era prima di cominciare a stirare. Ne vale la pena?


4°E' pericoloso
Gli incidenti domestici capitano quotidianamente, perchè agevolarli mettendoci in casa un ferro da stiro? le ustioni sarebbero all'ordine del giorno!


5°E' inutile
Di solito si fanno le cose affinchè durino un po', il risultato dello stiro dura solo se il capo resta appeso nell'armadio, una volta indossato, svanisce dopo pochi minuti.
mi domando io, che senso ha?


6° Fa caldo
D'inverno potrebbe pure essere un'alternativa costosa e faticosa per tenerci al caldo, ma d'estate stirare diventa una vera e propria tortura. Stirare è da sadici, non trovate?


7° E' un'imposizione della moda.
Diciamolo, perchè si stirano i capi?? Solo perchè chi confeziona certi capi li vuole stirati e non certo perchè c'è una vera motivazione, tanto e vero che non tutti i capi si devono stirare, esistono capi che nascono stropicciati e tali devono rimanere, se stirare fosse indispensabile andrebbe stirato tutto, giusto?


8°E' superfluo
Lavare il bucato è igenico, stenderlo per asciugarlo è necessario, ma stirarlo... non ha nessun senso utile!


9° fa spendere più del necessario

Non sempre si riesce a star dietro ai panni da stirare e di conseguenza si acquistano più indumenti per compensare quelli che ci si accorge essere scoccianti da stirare; per non parlare dei capi che si danneggiano col ferro rovente, se si decide di stirare si deve mettere in conto che si rovineranno alcuni indumenti.

10° E' costoso
E non poteva certo mancare il punto downshifter!
Stirare è costoso, e noi downshifters siamo contro ogni spreco.
Per stirare occorre un ferro da stiro i cui prezzi si aggirano dai 30 ai 300€, occorre un asse da stiro, altri 20€ o più, serve dell'acqua distillata (0,30 cent al litro) per non parlare della corrente, un'ora di ferro da stiro acceso costa all'incirca 2€ e se per caso non abbiamo tempo di stirare e dobbiamo pagare qualcuno che lo faccia al posto nostro, son 8€ l'ora
Ma non ci conviene conservarci tutti questi bei soldini e spenderli in maniera più rilassante?


Non siete ancora convinti??
Pazienza, continuate a stirare!

IO NON STIRO

giovedì 1 aprile 2010

[guest post]Downshifting sul tavolo della cucina

Ho ricevuto una mail da Massimiliano, un lettore di questo blog, che vuol condividere con gli altri lettori la sua interessante esperienza su come utilizzare in maniera intelligente e Ricca il tempo da trascorrere con i propri cari.
Non aggiungo altro e lascio parlare Massimiliano:

Invece di spendere e spandere in attività costose io propongo ai miei figli di giocare ai giochi da tavolo: è così che si trasformano i pomeriggi noiosi in giornate (certe volte) memorabili!

Ovviamente questi ragazzi dovranno anche uscire a fare altri giochi e altrettanto ovviamente non si riuscirà a scollarli completamente dalla televisione e dai videogames, e secondo me non sarebbe nemmeno giusto, ma quantomeno avranno una valida alternativa.

Ma vediamo i vantaggi di una simile scelta.
I calcoli del risparmio effettivo che si ottiene tenendo spenta la televisione ed eventualmente la console li lascio a Michela che è bravissima. Invece vorrei sottolineare che così si riesce a passare del tempo con i bambini divertendoci insieme a loro, a patto di trovare i giochi giusti. Questo è senza prezzo.
Il "problema" sta nella scelta dei titoli da proporre per non incorrere in incaute scelte che ci farebbero spendere inutilmente dei soldi. Per questo l'unico consiglio che posso dare è quello di andare a provare i giochi in un'associazione dalle vostre parti, troverete gente competente e appassionata che potrà consigliarvi. Io a Catania frequento il MercoLudì dove ho trovato tanti giochi e altrettanti amici, se vi troverete a passare da Catania cercateci!
Ciao a tutti e grazie a Michela per avermi concesso questo spazietto

giovedì 11 marzo 2010

Spendere bene

Per risparmiare non sempre è necessario comprare cose che costano poco, lo si può fare comprando poche cose ma di qualità...
E quando a venderle sono commercianti che vogliono portare avanti la loro attività nonostante le difficoltà, si aggiunge un valore in più a ciò che si acquista.

Condivido questo pensiero per mettervi a conoscenza di "99 colombe"
Un blog per amare i dolci abruzzesi e farli volare per il mondo.

martedì 9 marzo 2010

Godersi la vita

Un uomo d’affari vide con fastidio che il pescatore, sdraiato accanto alla propria barca fumava tranquillamente la pipa.
- Perché non stai pescando?
Domandò l’uomo d’affari

- Perché ho già pescato abbastanza pesce per tutto il giorno.

- Perché non ne peschi ancora?

- E cosa ne farei?

- Guadagneresti più soldi. Allora potresti avere un motore da attaccare alla barca per andare al largo e pescare più pesci. Così potresti avere più denaro per acquistare una rete di nailon, e avendo più pesca avresti più denaro. Presto avresti tanto denaro da poterti comprare due barche o addirittura una flotta. Allora potresti essere ricco come me.

- E a quel punto cosa farei?

- Potresti rilassarti e goderti la vita.

- Cosa credi che stia facendo ora?

(tratto da “Elogio alla Semplicità” di John Lane)

giovedì 4 marzo 2010

Il tempo è denaro!

In una società frenetica come la nostra, si pensa prima di tutto a sfruttare al meglio il tempo; avendone sempre pochissimo a disposizione e volendo fare mille cose per volta, abbiamo bisogno di più tempo e non potendo (ovviamente e per fortuna) allungare le giornate, accorciamo i tempi di "fatica" e per farlo dobbiamo usufruire di varie comodità, queste comodità però hanno un costo in soldi, e per poterle pagare dobbiamo lavorare di più, col risultato che abbiamo sempre meno tempo.
In questi casi si dice: "è un cane che si morde la coda".

Si pensa che fare molte cose nello stesso tempo di chi ne fa meno, significhi sfruttare meglio il tempo, perchè si sa, il tempo è denaro, e più lo si sfrutta, più si riesce a guadagnare soldi.
Ma questo ragionamento va bene per un automa, non per un essere umano che vive anche del rapporto con altri individui della stessa specie.
L'essere umano ha bisogno del tempo anche per condividerlo con altre persone, per passare momenti che nessuna cifra può comprare.

Ma allora, non sarebbe meglio lavorare meno, guadagnare meno e far da se le cose risparmiando soldi ma guadagnando tempo?
Il problema di molti è che non hanno voglia di faticare, la gente ha perso la buona abitudine di far da se e non si pensa che faticando un po si ottiene soddisfazione, risparmio economico e prezioso tempo.

E allora sorge spontanea un'altra domanda, vale davvero la pena evitare la fatica fisica?
Una cosa è certa, io preferisco la stanchezza fisica a quella mentale!
La stanchezza fisica va via con una dormita, quella mentale è molto più difficile da mandar via.

Ho notato un cosa in chi lavora tanto per (a detta sua) star meglio economicamente:
chi lavora troppo, non si gode il riposo.
Chi è abituato a "fare fare fare" e ha la testa piena di pensieri, arrivato al momento delle ferie (o anche il semplice fine settimana), non riesce a rilassarsi completamente, scatta per ogni imprevisto e ogni cosa "ordinaria" diventa pesante e faticosissima. Anche cucinare diventa una fatica, l'alternativa è il ristorante o i piatti pronti che sono una spesa economica non indifferente... e così torniamo al buon vecchio cane che si morde la coda.

Vogliamo davvero dare un valore al nostro tempo?
Allora usiamolo per valori veri e duraturi, passandolo con la nostra famiglia, con il nostro partner, con i nostri figli.
Un' ora di straordinario sul posto di lavoro, vale molto meno che un ora passata a casa con la gente che amiamo.

Siamo pronti a rinunciare alla colazione al bar per avere 3 ore in più da dedicare a noi o ai nostri cari?
facendo un calcolo molto approssimativo, una colazione al giorno son 30€ al mese, per guadagnare questa cifra si devono fare 3 ore di straordinario, ma non sarebbe meglio trascorrere quelle 3 ore a leggere un buon libro, o portare i bimbi al parco, o andando a trovare una persona cara, o facendo un hobbie per il quale "non abbiamo mai tempo"!!??
Invece che avere la comodità della colazione al bar e meno tempo per noi e i nostri cari, perchè non beviamo un salutare caffè a casa e otteniamo così del prezioso tempo da usare per cose di valore?

E se non è la colazione può essere il parrucchiere, il pantalone griffato, le cianfrusaglie che servono solo a prendere polvere, il paio di scarpe in più per nulla necessario...
Insomma, siamo pronti a rinunciare a qualcosa per avere più tempo?
A conti fatti, il tempo è molto più prezioso del denaro!

L'arte del risparmio

Risparmiare non significa solo comprare poco o comprare le cose meno care.
Risparmiare è un arte, è saper sfruttare al meglio articoli di poco costo e sostituirli ad articoli costosi ottenendo lo stesso risultato, se non addirittura un risultato migliore.
Significa riciclare con intelligenza, che non consiste nel "buttare" tutto nei vari bidoni differenziati, ma anzi, NON buttare alcune cose per usarle in modo alternativo.
Risparmiare è un arte che ci fa vivere meglio, facendoci ingegnare e rendendoci attivi verso la vita e non viverla in modo passivo.
Le comodità, le troppe comodità hanno reso l'uomo passivo, per poter vivere bene si pensa si debbano avere tante comodità, si è perso il gusto di assaporare la soddisfazione di fare da se e si è diventati pigri e consumisti.
Non sono contraria a tutte le comodità, non potrei certo fare a meno della lavatrice, siamo in 5 e ne devo fare due al giorno! Ma allo stesso tempo, cerco di usare in modo intelligente questi elettrodomestici mettendoci un po' di sano "olio di gomito" e usandoli con furbizia!

Risparmiare quindi non è sinonimo di vita scomoda, ma di vita attiva e intelligente!
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