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domenica 29 agosto 2010

Momento Referrer N°2: Lavatrice umida

Oggi qualcuno è arrivato a questo blog digitando "Lavatrice che sa di muffa"

E' un problema fastidiosissimo dovuto al ristagno dell'acqua all'interno della lavatrice.
Basta che la lavatrice rimanga chiusa e inutilizzata un'intera giornata e se fa abbastanza caldo ecco che salta fuori il problema.
Per ovviare a tale fastidio io evito di tenere l'oblò chiuso, quando il cestello è vuoto lo lascio aperto in modo che non si crei condensa che ristagnando dia luogo al proliferarsi di muffe.

Purtroppo, anche se uso spesso questo accorgimento, può capitare che si creino cattivi odori all'interno del cestello, proprio come è accaduto qualche giorno fa*.
Cosa fare dunque per dare una bella rinfrescata alla lavatrice?
Io uso questo metodo:
-due bicchieri di varechina (la classica candeggina a base di cloro, non quella a base di ossigeno)
-un programma breve completo di risciacquo.

Faccio fare tutto il programma a cestello vuoto con all'interno solo la varechina, non aggiungo null'altro, ne detersivi ne altri additivi.

Certo, è fastidioso sprecare così un lavaggio...ma lo faccio in casi "gravi.

*Ad esempio, alcuni giorni fa ho lavato tovaglie e strofinacci dopo una cena a base di pesce, ho lavato e rilavato le tovaglie 4 volte di seguito, l'odore di pesce non andava via ne dal bucato e nemmeno più dalla lavatrice.

Un lavaggio a vuoto con sola varechina e la lavatrice è tornata come nuova.
E con un ennesimo lavaggio anche alle tovaglie, sempre con varechina, l'odore di pesce è andato via anche dai panni.

Per evitare che eventuali residui di candeggina potessero macchiare il bucato successivo, ho fatto una lavatrice di panni chiari, così sono andata sul sicuro.

venerdì 27 agosto 2010

Metodo ecoshifting anti formiche

Ho vissuto 12 anni in un appartamento in provincia di Torino e non ho mai avuto problemi di mosche, zanzare o formiche, forse lo smog è un ottimo insetticida :-S
Arrivati nella nuova casetta in Sardegna, ecco che ci hanno dato il benvenuto tutte le deliziose creature citate poc'anzi.

Le Formiche son state le prime, mostrandosi attive, felici e in fila indiana nel top della cucina.

Ho subito contattato gli amici di vivere bene con poco (la pagina di face book), chiedendo se potevano consigliarmi un insetticida ecoshifting.
Una lista di ottimi suggerimenti si è srotolata sotto al mio post:
fondi di caffè, sale, borotalco, biokill, c'è stato pure chi mi ha consigliato la meditazione trascendentale...che non ho ben capito se dovevo farla fare alle formiche o farla io per rilassarmi e non perdere la pazienza alla vista dei simpatici animaletti.

Gli amici di fb son stati tutti molto gentili e il più ecologici possibili, ma l'idea di spargere polveri (anche se innocue) sul top della cucina, non mi ispirava, preferivo ordinate formichine ai fondi di caffè sparpagliati sui mobili e il biokill, per quanto sia inerte sull'uomo, è sempre meglio non maneggiarlo in posti che verranno a contatto col cibo.

Il tempo passava e io avevo sempre la compagnia delle formiche, fino ad un certo punto, quando improvvisamente son sparite....mi ero quasi convinta che la mia "involontaria meditazione trascendentale" avesse funzionato, il mio amore per queste bestioline (il fatto di non averle fatte fuori) le aveva fatte allontanare.
Tutto questo lo pensavo finchè un giorno Roberta Castiglione (si, proprio lei, quella delle scarpine di sveva) mi ha riportato con i piedi per terra postando un link che mi ha fatto capire cos'era realmente accaduto alle formiche.

Il link in questione era sulle "formiche argentine", la recensione di un libro che parla di formiche e che metaforicamente spiega i vari modi di affrontare un problema non quantificabile, non tangibile.
Roberta ha un animo troppo buono e ha commentato il link dicendo che lei non riuscirebbe mai ad ammazzare le formiche.
Io ho risposto dicendo che le formiche, al contrario di altri insettacci, non mi fanno schifo, mi danno solo noia mentre pascolano sul top della cucina.

Da piccola (ma ancora adesso) amavo osservarle mentre raccoglievano con dovizia piccoli pezzetti di pane che spargevo nelle vicinanze del formicaio, son davvero insetti interessanti...e se non fosse che si intrufolano ovunque, le lascerei volentieri soggiornare in cucina.

E mentre chiacchieravo di formiche con Roberta, ecco che mi torna alla mente una cosa alla quale fino ad allora non avevo dato peso.
Dopo una veloce associazione di pensieri ho scoperto un vero metodo ecoshifting per eliminare le formiche.

I miei pensieri son stati:
Vivo in questa casa da ciraca 4 mesi.
4 mesi di convivenza con le formichine.
4 mesi meno due settimane, nelle quali le formiche non si son fatte vedere, per poi tornare attive come prima.
Per coincidenza, o forse no, in quelle due settimane avevo un amico sotto al lavello della cucina, simpaticamente chiamato Jek.
Un piccolo geco che aveva trovato confortevole girare tra spugnette e detersivi, ma che probabilmente si sentiva troppo osservato da me che ogni tanto andavo a sbirciarlo.
Dopo circa due settimane Jek ha deciso di cercare un albergo più riservato.

Ma guarda te, il geco ci ha tenuto compagnia un paio di settimane poi è sparito e son tornate le formiche...
Ma vuoi vedere che il geco si mangiava le formiche ed è per quello che non se ne vedevano più in giro?

Ecco, se voglio eliminare le formiche, credo proprio che dovrò procurarmi un altro geco :-)

giovedì 26 agosto 2010

nuova tag [momento referrer]

Inauguro oggi una nuova tag leggera leggera.

Come vi avevo accennato qualche post sotto, in fondo al blog c'è un gadget, è un opzione che permette di mostrare i riferimenti con cui gli utenti arrivano al blog.

Delle volte ne leggo di davvero simpatici, altre volte trovo uno spunto di riflessione per scrivere nuovi post.

Altre volte, come il referrer di oggi, mi ricordo che "son sempre i migliori ad andar via" :-(

Referrer di oggi: come si costruisce un thermos

Non ho la risposta a questo quesito, ma vorrei tanto saperlo anche io visto che il mio amato thermos è letteralmente esploso.

Lunedì sera avevamo parenti a cena, il thermos (solo la parte interna) era a testa in giù sul lavello, in attesa che si asciugasse per riporlo.

Mio zio trafficava in cucina (stava cucinando assieme a mio marito),
ha urtato accidentalmente il thermos che cadendo dentro al lavandino è andato in mille pezzi che son schizzati in tutte le direzioni.... una cosa pericolosissima!!
Non avevo mai visto un thermos esplodere, e devo essere sincera, non è che ci tenessi troppo a vederne uno, tanto meno il mio :-(

Liquore al caffè

Ultimamente sono intenta a far marmellate e mentre davanti al fornello rimestavo una confettura alla pesca, tutta felice pensavo a questo autunno, quando farà i liquori.
Solitamente li faccio in autunno, per offrirli in inverno e regalarli a Natale.
Intanto comincio a scrive la ricetta del liquore che più mi soddisfa e con il quale faccio sempre bella figura :-D
Così anche voi potrete prendere nota e prepararvi a fare liquori in casa, che è davvero facile e soddisfacente.

Ecco quindi cosa occorre per 5 dl di buon Liquore al caffè:

3,5 dl di caffè forte
1,5 dl di alcol a 95°
300 g di zucchero
½ bustina di vanillina
1 pezzetto di scorza d’arancia*

Versate in un barattolo di vetro il caffè caldo, unite lo zucchero e mescolate molto bene finché si sarà sciolto, poi profumate con la vanillina e la scorza d’arancia e lasciate raffreddare completamente.

Aggiungete quindi l’alcol , chiudete bene il barattolo e lasciate riposare per almeno 4-5 giorni.

Filtrate infine il liquore e trasferitelo nella bottiglia. A questo punto il liquore è pronto, si consiglia di berlo dopo 2 o 3 mesi, ma per i più impazienti è ottimo anche subito :-D

*La mia variante
Se invece della scorza d'arancia mettete due cucchiaini di cacao amaro (accuratamente sciolti con poco caffè e aggiunti al resto), si otterrà un liquore al gusto di pocket coffee ;-)

Cin cin!

mercoledì 18 agosto 2010

Budino fatto in casa: la scoperta dell' Agar Agar

E' un po' come la scoperta dell'acqua calda, ma decisamente più golosa :-D

Ho saputo dell'esistenza di quest'alga chiacchierando su facebook.
Si parlava di budini fatti in casa senza l'ausilio di preparati industriali ed è saltato fuori questo buffo nome (almeno, per me è buffo).

Ma, dove trovare l'agar agar, l'alga che trasforma il latte in goloso budino??

Ho subito contattato la mia spacciatrice ufficiale di erbe...la mia amica erborista :-D
e nel giro di qualche giorno ecco che mi ha procurato l'aga agar, per gli amici solo agar ;-)

L'agar ha alcune proprietà:
La proprietà per cui è venduta in erboristeria è che agevola le funzioni intestinali perchè è ricchissima di fibre.
Un'altra proprietà, per la quale è usata nei laboratori biologici, è che solidifica i liquidi, nel caso specifico solidifica le soluzioni che diventeranno terreno di coltura per i batteri da analizzare.

Ed è proprio la seconda proprietà che ci interessa per preparare il budino (la solidificazione), la prima è ininfluente vista la minima quantità di agar che si utilizza per fare il budino.

Ma, bando alle ciance, ecco cosa occorre per un budino alla vaniglia:
-mezzo litro di latte
-un cucchiaino* raso di agar agar
-un cucchiaino* colmo di fecola di patate
-mezza bustina di vanillina
-4 cucchiai di zucchero
*il cucchiaino è da te, non quello piccolo piccolo da caffè
Procedimento:
Versiamo in una casseruola tutte le polveri e con un cucchiaio di legno cominciamo a mescolare versando lentamente poco latte per volta in modo da sciogliere le polveri e non far creare grumi.
Quando le polveri son sciolte e lisce possiamo finire di versare il latte.
Accendiamo il fuoco e cominciamo a mescolare per evitare che il composto si attacchi al fondo e mescoliamo fino a raggiungere l'ebollizione.
Facciamo bollire un minuto e spegniamo il fuoco.
Versiamo in stampini monodose o lasciamo raffreddare il budino direttamente nella casseruola.
Una volta che il budino è tiepido, possiamo metterlo in frigo.

Il dessert al cucchiaino è pronto per una golosa merenda o un delizioso dopocena....slurp!!

IMPORTANTE:
La prima volta che ho preparato il budino ho omesso la fecola di patate pensando che non fosse indispensabile, il risultato non era eccellente, diciamo che pareva di mangiare gomma per cancellare al gusto di vaniglia.
Da questo errore ho capito che l'agar solidifica ma non addensa e che la fecola (o altro amido) addensa ma non solidifica, è quindi dall'unione di questi due ingrediente che si ottiene quella classica consistenza solidocremosa che ha il budino ;-)

A conti fatti:
Un barattolo di agar agar da 150gr ha un costo di 20€ circa e si possono fare più di 10 litri di budino, con la stessa cifra si possono acquistare 10 confezioni di preparato industriale (ricco di conservanti e coloranti) per preparare 5 litri di budino.
Direi che l'agar è più conveniente e senz'altro più genuino!

martedì 17 agosto 2010

Citrosodina fai da te

La Citrosodina è uno di quei "farmaci" che in casa mia non deve (anzi "non doveva") mancare.

Durante le gravidanze ho sofferto parecchio di acidità, l'effetto del sorso di latte consigliato per far passare i bruciori di stomaco durava troppo poco, solo la Citrosodina riusciva a placare il terribile malessere.

Ancora adesso, quando la pesantezza di un alimento si fa sentire, con mezzo bicchiere d'acqua e due cucchiaini di granuli effervescenti, elimino il disturbo.

Ma, cos'è in sostanza la Citrosodina?
Leggendo gli ingredienti ci accorgiamo che è composta da: sodio bicarbonato, acido citrico e saccarosio ovvero, bicarbonato (il nostro immancabile ingrediente domestico) limone e dolcificante.

Ieri avevo bisogno di un bel bicchiere di Citrosodina (l'aglio urlava vendetta dal mio stomaco) così sono andata a prendere il barattolo nell'armadietto dei medicinali ma, ahimè, il barattolo era semi aperto e i granuli completamente umidi...tra vedere e non vedere, ho pensato fosse meglio non utilizzarla.

Che ho fatto allora??
ho preso un quarto di limone e ho versato il succo in mezzo bicchiere d'acqua, ho messo dentro un cucchiaino di zucchero e poco meno di mezzo cucchiaino di bicarbonato di sodio, ho mescolato, la soluzione ha cominciato a frizzare e quando la schiuma è diminuita, ho buttato giù l'intruglio...credo che l'aglio abbia finito di soffrire...e pure io ;-)

Il gusto della Citrosodina fai da te è molto simile a quello della vera Citrosodina , l'effetto è identico e, cosa da non sottovalutare, il costo è decisamente molto più basso!!



lunedì 16 agosto 2010

Pannelli fotovoltaici: le vostre domande

A breve, un esperto installatore di pannelli fotovoltaici, scriverà un articolino per il blog.
Ho pensato che fosse l'occasione giusta per porgli delle domande.
Se avete dubbi e vole ricevere qualche info inerente al fotovoltaico, Utilizzate questo post per rivolgere le vostre domande all'esperto che vi risponderà in occasione della pubblicazione dell'articolo.

giovedì 12 agosto 2010

10 buoni motivi per non usare l'ammorbidente.

ok, mi son convinta... ho mollato l'ammorbidente.
Fino a qualche mese fa pensavo di non poterne fare a meno, perchè il bucato profumato "a me me piace".
Però mi son resa conto che il profumo del detersivo è più che sufficiente e che anche senza ammorbidente il bucato è abbastanza morbido.
Ho dunque capito che posso far benissimo a meno di questo additivo.

E se anche voi volete provare a vivere senza ammorbidente, ecco 10 buoni motivi per liberarvene!


1° L'ammorbidente inquina
E' uno dei prodotti più inquinanti tra i detersivi domestici.
I cosiddetti "tensiotivi cationici" aggrediscono gli impianti di depurazioni facendoli mal funzionare ed in oltre contiene ingredienti di origine petrolchimica che inquinano l'acqua.

2° E' potenzialmente allergenico.
Non sono un medico o un chimico per darvi la motivazione scientifica, ma è risaputo che più la nostra pelle è sottoposta a sostanze chimiche più la rendiamo sensibile e irritabile e visto che l'ammorbidente è una sostanza grassa che permane nelle fibre del bucato che indossiamo e che il suo profumo è fatto per rimanere a lungo sul tessuto è molto probabile che la nostra pelle ne venga a contatto e in parte assorba queste sostanze che non fanno propriamente bene.

3° Sporca il bucato
Essendo grasso riveste le fibre dei tessuti intrappolando lo sporco e facendo ingrigire i capi.

4° Fa puzzare il bucato
Nonostante lo si usi per profumare il bucato, la sua consistenza grassa impedisce all'umidità di evaporare velocemente e tutti sappiamo che più il bucato rimane umido più probabilità avrà di puzzare di umido.

5° E' una spesa in più
l'ammorbidente ha un costo...e se usato ad ogni lavaggio, questo costo incide nelle finanze domestiche. se possiamo risparmiare evitando di comprarlo, perchè non farlo?

6° Potrebbe rovinare la lavatrice
Sempre per via della sua formula grassa, è molto probabile che l'ammorbidente intacchi le varie parti della lavatrice non facendola funzionare correttamente.


7°Non va bene su tutto
l'ammorbidente, per via del suo intenso profumo, non è adatto a tutto il bucato.
Ad esempio su tovaglie, tovaglioli, asciugapiatti, vestitini da neonato, è meglio non usare questo additivo, e per il fatto che rallenta l'asciugatura, è meglio non usarlo su bucato pesante quale tapeti, pelouche, piumoni.
Questa limitazione in alcuni casi ci costringe a fare lavatrici separate per tipi di bucato che potrebbero pure andare assieme. E per chi come me fa tante lavatrici, avere pure questa limitazione è una scocciatura!

8° E' se ci si scorda di metterlo?
Sembra una sciocchezza, ma ricordarsi di mettere l'ammorbidente è una seccatura!
A chi non è mai capitato di pensare a metà programma della lavatrice "cavolo, ma l'ammorbidente l'ho messo?" aprire il cassetto del detersivo e non capire assolutamente se l'ammorbidente è stato messo perchè nel frattempo (se era stato messo) è sceso nel cestello.
E se per sicurezza lo rimettiamo, non facciamo una cosa furba perchè, sempre ipotizzando che lo avevamo già messo, inquineremo il doppio, ci allergizzeremo il doppio, spenderemo il doppio, sporcheremo il bucato il doppio e così via, insomma... una catastrofe!!!
Se invece scordiamo di mettere l'ammorbidente...non succede assolutamente nulla!

9° Non è indispensabile
A che serve l'ammorbidente? a pulire di più il nostro bucato? no, per quello basta il detersivo
A profumare il nostro bucato? No, per quello basta il detersivo
Ad ammorbidire il bucato? No, per quello basta sempre il detersivo
ergo, l'ammorbidente è inutile.

10° E' sostituibile
E se proprio non potete far a meno dell'ammorbidente, potete usare qualcosa di più naturale e molto meno dispendioso per ammorbidire il vostro bucato.
Ad esempio l'aceto di vino bianco o di mele, eliminano il calcare dall'acqua rendendola più dolce e quindi lasciando il bucato più morbido.
Ne bastano 100 ml nella vaschetta dell'ammorbidente, e il bucato sarà morbido e privo di cattivi odori, l'aceto è un antibatterico ed elimina i batteri che causano i cattivi odori, e tra risciacquo e asciugatura l'odore dell'aceto andrà via lasciando solo quello del vostro detersivo.
In oltre l'aceto pulirà gli scarichi della vostra lavatrice che durerà più a lungo.

Allora?? Vi ho convinti??
Se si, non buttate via il vostro ammorbidente nello scarico del lavandino mi raccomando!!
Chiudetelo bene e portatelo all'isola ecologica della vostra citta!

A conti fatti:
Facendo una media di un flacone al mese di ammorbidente del costo di €2,50, si ottiene un risparmio annuo di 30€

mercoledì 11 agosto 2010

Contest culinario su Casa Organizzata


Non avevo ancora mai pubblicato un "blog candy" su questo blog, anche perchè non ne avevo ancora trovato uno a tema finchè non sono incappata nel contest proposto da Alessia nel suo blog "Casa Organizzata" Il contest si intitola "Semplicità volontaria", il titolo è preso in prestito proprio dal significato del Downshifting (ecco perchè ho pensato che su questo blog non poteva che essere appropriato un concorso del genere!!)
Consiste nel proporre una ricetta facile e veloce, quelle che ogni tanto facciamo per coccolarci "con poco"
Io ne ho una in mente, una ricettina golosissima che faccio soprattutto in inverno e non perchè sia una ricetta invernate, ma perchè d'inverno son sempre di corsa, tra bimbi che vanno a scuola e le giornate che finiscono così in fretta, ho sempre poco tempo per stare dietro ai fornelli.
Quindi, se riesco, io parteciperò con "involtini croccanti di scamorza affumicata"


Ho tempo sino al 31 agosto per proporre la mia ricettina ad Alessia che come premio creerà un pdf scaricabile con tutte le ricette proposte per il contest.
Questo premio è davvero ricco, Alessia dedicherà del tempo prezioso per creare un pdf e vedendo come lavora, son certa che farà un capolavoro di pdf.


E voi, avete una ricettina da proporre ad Alessia?

Un grazie a chi passa e lascia un segno...involontariamente

Forse non tutti sanno che nel fondo del blog c'è l'opzione "Riferimenti".
E' la lista di prole digitate e dei link con cui gli utenti arrivano in questo blog.
Io leggo sempre con interesse i riferimenti, delle volte mi strappano un sorriso, come quando ho letto che qualcuno è arrivato al blog digitando "come vivere senza lavarsi", altre volte mi fanno riflettere su un nuovo post da scrivere come quando ho letto "dei buoni consigli per fare il bucato", e mi fa piacere quando posto un link su face book è da quel link vedo arrivare un sacco di visite.
E' bellissimo anche sapere che in altri blog parlano del mio, lo citano e lo linkano e da li arrivano altri visitatori.
E quando guardo i contatori nei post e vedo che questi son stati condivisi su face book tantissime volte, non mi può fare che tanto piacere.
E' una gioia anche vedere la lista dei lettori fissi aumentare!!
E' bello sapere che questo blog interessa, che ciò che scrivo (grazie anche all'aiuto dei suggerimenti degli amici di face book a cui spesso mi appello) è utile a qualcuno.
Non tutti hanno il tempo o la pazienza di commentare l'articolo anche se lo hanno trovato interessante, ma grazie a questi strumenti riesco a carpire il vostro gradimento.
Quindi Grazie, a tutti voi che passate ed involontariamente lasciate il vostro apprezzamento.
E ovviamente un enorme GRAZIE a chi passa e lascia un commento!!!

martedì 10 agosto 2010

Deodorante fai da te

Di solito son reticente a fare esperimenti casalinghi su prodotti per l'igiene e la cura della persona, non perchè non mi fidi del risultato, ma perchè solitamente questi prodotti son lunghi e difficili da fare, specie nel reperire le materie prime.
Invece fare un deodorante casalingo è una cosa semplicissima!!

Ecco cosa occorre:
*Un flacone vuoto con spruzzatore (va benissimo un vecchio flacone di deodorante purchè lo spruzzino possa svitarsi per permettere la ricarica del flacone)
*Acqua
*Bicarbonato
* Olio essenziale se si vuole dare una fragranza al deodorante, ma non è indispensabile.

versare un bicchiere d'acqua in un contenitore e aggiungere un cucchiaino di bicarbonato e mescolare finchè non è completamente disciolto, versare altro bicarbonato (sempre un cucchiaino per volta) finchè la soluzione non è satura, cioè quando il bicarbonato non si scioglie più.
Far precipitare il bicarbonato in eccesso lasciando riposare la soluzione, quindi versare solo la parte liquida nel flacone ben lavato.
Il vostro deodorante è pronto!!

Se volete dare una gradevole profumazione al deodorante, potrete aggiungere alcune gocce di olio essenziale della fragranza che più gradite, in tal caso agitare il flacone prima dell'uso in modo che l'olio si mescoli alla soluzione acquosa prima di essere spruzzato.

Ho trovato questa ricetta grazie alla preziosa segnalazione di Emma, che insieme a Mariaelena, danno un eccellente aiuto nel tenere attiva la pagina su facebook di "vivere bene con poco: l'arte del downshifting"
Loro trovano sempre un sacco di consigli ecoshifting!!
Grazie mille care eco-amiche!!

La ricetta originale è stata presa dal sito "sai cosa ti spalmi"
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